Il nuovo Regolamento (Ue) 2020/741 del Parlamento Europeo e del Consiglio recante prescrizioni minime per il riutilizzo dell’acqua, approvato lo scorso 25 maggio, si pone come pietra miliare per il riutilizzo di acque reflue a fini irrigui in agricoltura, essendo ritenuto un metodo più efficace rispetto ad altre opzioni di approvvigionamento sia in termini di costi che per i suoi minori impatti ambientali, visto il crescente bisogno idrico per l’agricoltura che negli ultimi anni ha fortemente sofferto del problema della scarsità di acqua, molto sentito soprattutto a livello Europeo.
Con il nuovo regolamento viene finalmente introdotto un livello di armonizzazione attraverso la definizione di prescrizioni minime per la qualità e per il monitoraggio dell’acqua.
Il regolamento sottolinea inoltre che «il riutilizzo dell’acqua a fini irrigui in agricoltura può altresì contribuire a promuovere l’economia circolare recuperando i nutrienti dalle acque depurate e applicandoli ai raccolti mediante tecniche di fertirrigazione. Il riutilizzo dell’acqua potrebbe in tal modo ridurre potenzialmente la necessità di applicazioni integrative di concime minerale».
La nuova legge definisce per la prima volta i requisiti minimi a livello europeo per le acque reflue urbane trattate in un impianto di depurazione affinché possano essere utilizzate a fini agricoli in modo sicuro, proteggendo le persone e l’ambiente.
La normativa vigente nazionale per il riutilizzo di acque reflue (D.M. 185/2003) è in accordo con il nuovo regolamento comunitario (UE) 2020/741. La tabella 3 dell’allegato 5 del suddetto decreto prescrive i valori limite che le acque reflue recuperate destinate al riutilizzo irriguo o civile devono possedere, all’uscita dell’impianto di recupero, in termini di qualità chimico-fisica e microbiologica. In caso di riutilizzo per destinazione d’uso industriale, le parti interessate concordano limiti specifici in relazione alle esigenze dei cicli produttivi nei quali avviene il riutilizzo, nel rispetto comunque dei valori previsti per lo scarico in acque superficiali.

Irrigazione e fertilizzazione con l’uso di acque reflue depurate
Da alcune ricerche condotte su impianti pilota europei si è evidenziato l’elevato potenziale del riuso a scopo fertirriguo delle acque reflue urbane depurate, sia in termini quantitativi sia nutritivi, sfruttando tecnologie e materiali che consentono la gestione dell’irrigazione e della fertilizzazione di precisione. Inoltre, la verifica degli effetti del riutilizzo diretto degli effluenti secondari e terziari sul sistema “suolo-pianta” ha mostrato, negli studi fin qui condotti, la sicurezza e la sostenibilità di tale pratica.